I grandi Biancorossi !!!

QUALCUNO ERA BIANCOROSSO …

 

Qualcuno era biancorosso perché era nato in Staffoli.
Qualcuno era biancorosso perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma …, la mamma no.
Qualcuno era biancorosso perché vedeva il G.S. come una fede, il calcio come una poesia, il campo sportivo come il "Paradiso Terrestre".
Qualcuno era biancorosso perché si sentiva solo.
Qualcuno era biancorosso perché aveva avuto un’educazione biancorossa.
Qualcuno era biancorosso perché il bar lo esigeva, la scuola lo esigeva, la chiesa lo esigeva, gli amici anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era biancorosso perché la storia è biancorossa !
Qualcuno era biancorosso perché glielo avevano detto.
Qualcuno era biancorosso perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era biancorosso perché prima era uno degli amatori.
Qualcuno era biancorosso perché aveva capito che il G.S. andava piano ma lontano.
Qualcuno era biancorosso perché Nacche era una brava persona.
Qualcuno era biancorosso perché altri non erano brave persone.
Qualcuno era biancorosso perché era bravo col pallone, ma non amava correre.
Qualcuno era biancorosso perché beveva il vino e si divertiva alle cene alla Greppia.
Qualcuno era biancorosso perché il G.S. era il suo Dio.
Qualcuno era biancorosso perché la domenica andava a vedere il Biondo, Banana e la Palina, e voleva diventare come loro.
Qualcuno era biancorosso perché c’era il Biondo.
Qualcuno era biancorosso anche se c’era il Biondo.
Qualcuno era biancorosso perché il Pretini, Gorielle, il Gisfredi … ecc. ecc. ecc. .
Qualcuno era biancorosso perché nel 1981 aveva visto vincere uno storico campionato di Terza Categoria.
Qualcuno era biancorosso perché lo rivinse sul campo nel 2004.
Qualcuno era biancorosso perché aveva visto il gol del Marrucci a Chiesina.
Qualcuno era biancorosso perché non dimenticherà mai la doppietta del Bertini alle Spianate.
Qualcuno era biancorosso per moda, qualcuno per principio, qualcuno per fede.
Qualcuno era biancorosso perché l’Andreanini era biancorosso.
Qualcuno era biancorosso perché gli piaceva soffrire.
Qualcuno era biancorosso perché vedeva nel Battini un padre spirituale.
Qualcuno era biancorosso perché era convinto d’avere dietro di sé tutto un paese.
Qualcuno era biancorosso perché era più biancorosso degli altri.
Qualcuno era biancorosso perché c’era Pietro.
Qualcuno era biancorosso nonostante ci fosse Pietro.
Qualcuno era biancorosso perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era biancorosso perché abbiamo il peggior settore giovanile d’Europa.
Qualcuno era biancorosso perché il Campo Sportivo peggio che da noi solo in Uganda.
Qualcuno era biancorosso perché non ne poteva più di tante chiacchiere da bar.
Qualcuno era biancorosso perché aveva visto giocare Vitulano, l’Accardi, Titone, il Mattii, il Segalini, Pirone, Albanese, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era biancorosso perché chi era contro era biancorosso.
Qualcuno era biancorosso perché il Ghelarducci era un grandissimo.
Qualcuno era biancorosso nonostante il Ghelarducci fosse amico di Barbarito.
Qualcuno era biancorosso perché pensava di poter essere vivo e felice solo se era biancorosso.
Qualcuno era biancorosso perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva questa maglia come una seconda pelle, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di vittoria.

Qualcuno era biancorosso perché con questa maglia era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana che il calcio t’impone e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo verso un sogno, verso la gloria !



GUSTAVO ANTONIO VITULANO

 

Grazie mille un abbraccio a tutti. Non vi dimenticherò mai vi porterò sempre nel cuore. Mi avete fatto sentire uno di voi!

E grazie del bandierone!

Gustavo Vitulano, 16 gennaio 2012